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Inceneritore - Posizione ufficiale

No grazie, non qui

Di seguito è pubblicata la posizione ufficiale di Vallée d'Aoste Vive e Renouveau Valdôtain in merito all'eventuale costruzione di un inceneritore in Valle d'Aosta.
Martedì 1 aprile questo documento è stato fatto pervenire a tutti i Consiglieri regionali affinchè nella prossima seduta del Consiglio Valle soprassiedano all'approvazione della costruzione del cosiddetto 'termovalorizzatore', già sbrigativamente approvata dalla Giunta, in attesa dell’insediamento del nuovo Consiglio. Successivamente il documento è stato inviato, tramite comunicato stampa, agli organi di informazione locali.

 

Ai Consiglieri regionali
Loro Sedi



TERMOVALORIZZATORE



Le decisioni che comportano conseguenze permanenti sul nostro futuro, la nostra salute ed il benessere collettivo devono essere prese in modo consapevole, informato e, se possibile, partecipato.

Occorre pertanto coinvolgere, nelle fasi decisionali su argomenti importanti, tutta la comunità, in quanto responsabile nelle scelte che interesseranno in materia ambientale le generazioni future.

Ciò finora non è avvenuto.

Partiamo dall'inizio, esaminando anzitutto i problemi legati alla gestione dei rifiuti e delle discariche per poi passare, seppure sinteticamente, alle possibili prospettive.

Nell'attivare la discarica di Brissogne, non sono stati probabilmente presi a suo tempo in debita considerazione i costi per la gestione per il periodo successivo alla sua chiusura, ipotizzata per il 2012, e non si è tenuto in conto cosa sarebbe successo dopo tale data.

Se ciò fosse avvenuto, la questione della costruzione o meno di un termovalorizzatore o la ricerca di soluzioni alternative sarebbe stata affrontata molto tempo prima, senza cercare di presentarla oggi come una “decisione urgente”, all’ultimo Consiglio regionale della legislatura.

In verità, è adesso evidente che l’inceneritore (o termovalorizzatore che dir si voglia) possa venire considerato da qualcuno come una delle "grandi opere pubbliche" da realizzare in Valle, intorno alla cui costruzione e gestione ruotano intereressi economici ed appetiti di grande rilievo.

Per spingere alla decisione di costruire subito l'inceneritore, la Giunta regionale ha impugnato la bandiera di un possibile inquinamento della falda acquifera provocato dall'attuale discarica, proponendo una riqualificazione del sito di Brissogne attraverso la movimentazione e combustione dell’intero contenuto della discarica stessa, terra compresa: un fatto senza precedenti in Italia, ai limiti della legalità e le cui conseguenze sulla salute dei valdostani non risultano assolutamente prevedibili.

L'allarmismo rispetto all'attuale discarica, al momento priva di reali pericoli, è ingiustificato, mentre non sono stati condotti studi, che pure sarebbero necessari, sui rischi di inquinamento delle falde che potrebbero derivare dalla presenza di un sito industriale come quello della Cogne ed a cui potrebbero essere ricondotte le presenze di tetracloroetilene già rilevate nei pozzi di Aosta (che, non a caso, sono a monte e non a valle della discarica di Brissogne...).

Non c'è comunque, al momento, un'unica soluzione al problema dello smaltimento dei rifiuti ed occorre anzi perseguire più strade contemporaneamente, strade che sinteticamente di seguito indichiamo.

Tendere, in una prospettiva generale, all'obiettivo di azzerare i rifiuti, certo di difficile conseguimento ma che spingerebbe a comportamenti migliori rispetto agli stili di vita ed alle tecniche di lavoro. Sì, quindi, ad una raccolta differenziata spinta, all'incenerimento dei soli rifiuti realmente caloriferi, alla raccolta dell'umido, del verde e di tutto ciò che sia organico ed al suo compostaggio (siamo, in particolare, già in forte ritardo rispetto ad una razionale raccolta dell'umido domestico e del suo trattamento in un impianto industriale) con cui abbattere un ulteriore 20% del rifiuto prodotto. In particolare, attualmente, si tende a puntare esclusivamente sul compostaggio domestico, "tagliando fuori" tutti i produttori a grande scala a partire dai ristoranti, così numerosi in Valle d'Aosta.

Rifiutare il concetto di “autarchia” o di “autosufficienza” nello smaltimento. La questione può e deve essere affrontata su scala più larga, attraverso un'intesa ed una collaborazione con le regioni vicine. In particolare il Piemonte, con una popolazione trenta volte superiore alla nostra, prevede di realizzare solo 6 termovalorizzatori: ci chiediamo perché non si sia voluto perseguire la strada di un accordo interregionale, economicamente vantaggioso anche per i nostri vicini, vista la qualità del nostro conferimento già selezionato. La sua quantità, d'altra parte, non giustifica economicamente la realizzazione dell'impianto per la sola Valle d’Aosta.

Proporre la costruzione di una semplice stazione di trasferimento, se la strada scelta sarà quella di esportare i rifiuti, è un'azione possibile. La localizzazione di tale stazione potrebbe, semplicemente, essere quella dell'attuale discarica. Così, lo smaltimento dei rifiuti residui, compattati e confezionati, in forma di cubi compressi, potrebbe avvenire attraverso l'inoltro in containers, che potrebbero anche viaggiare su rotaia verso uno dei termovalorizzatori in costruzione fuori Valle. Il trasferimento è di gran lunga preferibile al posizionamento di un impianto in centro Valle, che economicamente diventerebbe, e questo è il paradosso, sostenibile solo importando rifiuti dal Canavese!

La scelta di costruire l’inceneritore in Valle d'Aosta è inoltre anche, a nostro avviso, strutturalmente incompatibile con la vocazione turistico-ambientale di questo territorio, popolato da meno abitanti di un solo quartiere di Torino.

L'impatto visivo (con una colonna alta oltre venti metri all'ingresso di Aosta), il pur modesto impatto olfattivo, ma soprattutto l'effetto delle polveri sottili con le loro possibili conseguenze sulla salute dei cittadini e sulla produzione agro-alimentare, vista oltretutto la concentrazione delle ricadute in un'area ristretta, sono fonte di grande preoccupazione e fanno ritenere affrettata e non adeguatamente ponderata la scelta proposta dalla Regione.

Chiediamo, pertanto, che il Consiglio regionale soprassieda all'approvazione della costruzione del termovalorizzatore, già approvata dalla Giunta, in attesa dell’insediamento del nuovo Consiglio.

Vallée d'Aoste Vive e Renouveau Valdôtain si impegnano a sottoporre la questione ad un ampio dibattito pubblico e, se necessario, ad una consultazione popolare che metta a confronto una pluralità di opzioni sostenibili e praticabili.

I due movimenti politici che sottoscrivono il presente documento e si presenteranno con una lista unitaria alla prossima competizione elettorale ritengono che non vi siano le condizioni di emergenza per dover forzare una decisione così delicata, che potrebbe comportare gravi conseguenze per la salute dei cittadini.

Chiediamo ai Consiglieri regionali di tutte le forze politiche attualmente rappresentate di voler prendere in seria considerazione la presente richiesta, optando per una scelta personale e consapevole rispetto ad un'eventuale decisione di schieramento.

Non si tratta del risultato elettorale di un partito o di un altro, ma di una scelta delicata che potrebbe gravemente nuocere, in futuro, alla salute dei valdostani.



Vallée d'Aoste Vive - Paolo Louvin

Renouveau Valdôtain - Albert Chatrian


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