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Apprensione per la Valle Federalismo fiscale
FORTE APPRENSIONE PER IL DESTINO DELLA QUOTA FORFETARIA SPETTANTE ALLA VALLE D'AOSTA Oggi essa corrisponde a quasi un quinto del bilancio regionale spendibile, che, con la sua soppressione, potrebbe essere fortemente indebolito
“ Il 30 novembre 2009 il Presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, e il Presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Luis Durnwalder, hanno siglato a Milano - con i Ministri dell'economia, Giulio Tremonti, e della semplificazione, Roberto Calderoli - l’accordo per il nuovo modello di autonomia finanziaria provinciale correlato all’applicazione del federalismo fiscale di cui alla legge n. 42 del 5 maggio 2009. Le autorità provinciali hanno dichiarato di aver scelto di avanzare esse stesse delle proposte concrete per applicare i principi del federalismo fiscale con un atto legislativo adottato previa intesa con le due Province autonome. Il nuovo equilibrio fissato comporta alcune rinunce in termini di entrate, ma anche qualche nuova attribuzione autonomistica ed è stato immediatamente recepito nella legge finanziaria del 2010.” La lettura di quanto è avvenuto per Trento e Bolzano desta particolare preoccupazione e l’intervenuta soppressione delle somme in precedenza attribuite alle Province a titolo sostitutivo dell'Iva all'importazione potrebbe essere parimenti prevista anche per la Valle d’Aosta: ciò comporterebbe il venir meno di risorse per oltre 300 milioni di euro, ossia quasi un quinto del bilancio regionale. Nell'interpellanza presentata in aula lo scorso 27 gennaio, il gruppo 'Vallée d'Aoste Vive-Renouveau' ha chiesto informazioni relativamente alla Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale e ai suoi componenti in rappresentanza della Regione Valle d’Aosta, nonché per ciò che riguarda l'eventuale soppressione dell’assegnazione statale forfetaria sostitutiva della compartecipazione all'imposta sul valore aggiunto e per le richieste, da parte della Regione, per quanto concerne la possibile acquisizione di nuove competenze o di nuove entrate per il bilancio regionale. La preoccupazione espressa - ancora più sentita all'indomani della perdita dei buoni benzina - è molto forte guardando alla rinuncia da parte delle Province autonome in questione, convenuta con il Governo, della cosiddetta "quota di assegnazione forfetaria" rispetto all'IVA da importazione. Nel 1992, con la soppressione delle barriere doganali, fu riconosciuta una quota forfetaria alla nostra Regione, a titolo di compensazione - così come all'Alto Adige e al Trentino - per l'attraversamento massiccio dei loro territori da parte dei camion che trasportavano merci intra-comunitarie. Nel recente incontro tra il Presidente della Regione e il Ministro Calderoli a Saint-Vincent - al di là delle dichiarazioni di circostanza sull'assoluta coincidenza di idee e obiettivi, non potendo mettere in dubbio la convergenza con quelli statali, proprio perché non si conoscono gli intenti del Governo regionale - è stata affrontata la nuova quota di riparto fiscale destinata alla Valle d'Aosta, oggi fissata in 9/10 e oggetto di una possibile revisione. E da qui nasce l'apprensione per il fatto che si profili un assetto finanziario simile a quello che hanno concertato nelle due province autonome. Un anno fa, il Consiglio regionale votava una mozione che impegnava il Governo a riferire sul federalismo fiscale e la sua attuazione all'interno della Commissione ma a oggi, al di là di una prima comunicazione di ordine generale proprio pochi giorni dopo, non vi è stata più alcuna informativa un po' più sostenuta nei confronti dell'Assemblea, che era doverosa. Nella legge finanziaria - che ha già recepito l'accordo Trento-Bolzano-Governo nazionale - è stata modificata la modalità di quantificazione dell'incidenza del prelievo sull'imposta sul reddito delle società, si fa riferimento adesso all'incidenza media del PIL, tra Regione in questione e Stato. Inoltre, sono stati disposti i trasferimenti in materia di ordinamento scolastico e sono stati introdotti aspetti molto importanti come quello del finanziamento di progetti di coesione territoriale per i comuni di prossimità, come Carema che ha chiesto l'ingresso in una Regione a statuto speciale. La stessa problematica è nota in Alto Adige e Trentino e, come risposta a questo problema politico importante, la Finanziaria ha previsto un ammontare rilevante. Per questo è fondamentale che l'Assessore competente “metta le mani sul motore” e non porti a spasso intorno al tema generale del federalismo fiscale ma faccia sapere e aiuti a capire se questa Commissione tecnica paritetica sia stata istituita e se stia lavorando per proposte alternative a una probabile soppressione di trecento milioni di euro dal bilancio regionale e in funzione di un nuovo assetto finanziario. È in gioco una parte molto cospicua delle risorse che la Regione potrebbe gestire come Regione e di cui la comunità valdostana potrebbe beneficiare nei prossimi anni e, al momento, non vi è alcuna certezza sull'esclusione di questa possibilità: nessuno ci ha sinora garantito che non si metta mano a questo pezzo così consistente del nostro bilancio. Forse si vuole mettere al centro della trattativa il recupero del cosiddetto "tesoretto fiscale", quello che da tempo lo Stato dovrebbe riversare alla Regione come quota di sua competenza? Non sono chiari, in questo momento, gli intendimenti che questo Governo intende assumere, ma parrebbe che la forbice stia per chiudersi e il coltello dalla parte del manico è in mano al Governo. La trattativa è come in una partita a poker, al buio, coperta, che sarà presentata in una conferenza "a babbo morto", cioè quando tutti gli accordi saranno già stati definiti. Questo è un tema di cui i media non si appassionano perché indigesto, ma stiamo per arrivare al 'redde rationem', ed essendo su un terreno fragile che limita al "sentito" il Consiglio della Valle d'Aosta, un nostro parere sarà chiesto solo a posteriori. Troppo tardi. Il nostro disaccordo e disappunto si manifestano alla luce di un atteggiamento sempre più compromissorio nei confronti del Governo di centro-destra, verso il quale si sta orientando la maggioranza regionale e il Governo della Valle d'Aosta. |
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