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Meno forestali, meno controllo del territorio I casi di Pontboset e Morgex
Nello specifico si è innanzitutto chiesto se si conferma la volontà di accorparle e, in caso affermativo, quali stazioni saranno interessate; ci interessava inoltre sapere quante unità di personale saranno coinvolte e a quale utilizzo saranno destinate le stazioni soppresse; infine abbiamo voluto avere delle risposte relative all’effettivo risparmio in termini economici e sulla garanzia di controllo. Il Corpo forestale della Valle d´Aosta è infatti presente in maniera capillare su tutto il territorio regionale attraverso 16 stazioni forestali. Questa distribuzione fa del Corpo forestale della Valle d´Aosta una struttura particolarmente adatta per il controllo del territorio, come ricorda anche il sito dell'amministrazione regionale. La presenza capillare del Corpo sul territorio è, in effetti, essenziale in una regione con caratteristiche come la nostra: un ambiente particolare che rappresenta, come si dice spesso, la principale ricchezza e un patrimonio inestimabile che va assolutamente salvaguardato. Inoltre, un territorio sempre meno antropizzato e per tante ragioni sempre più delicato e a rischio. Per garantire il controllo del territorio non si può fare a meno della presenza dell'uomo e, in questo senso, i forestali acquistano una sempre maggiore importanza. Costituiscono, infatti, un fondamentale presidio e controllo del territorio che non deve essere visto soltanto con funzioni repressive ma soprattutto di prevenzione e di corretta gestione delle nostre montagne e dei nostri boschi. La presenza dell'uomo rimane fondamentale: è evidente infatti che lo spopolamento delle montagne, tra i tanti aspetti negativi, rappresenti anche un impoverimento ed un rischio per l'ambiente. Per questo motivo, a nostro avviso, le politiche regionali devono puntare al mantenimento delle persone in montagna, garantendo servizi e qualità della vita adeguati. Depotenziare o spostare i servizi a fondo valle, come in questo caso il servizio svolto dalla forestale, va esattamente in un'altra direzione ed è un indirizzo politico generale che non condividiamo. Prevenzione e pronto intervento sul territorio, al verificarsi di eventi calamitosi, quali incendi boschivi, frane, valanghe, alluvioni, fenomeni di inquinamento e qualsiasi altra situazione di emergenza rappresentano un servizio per un territorio di montagna da non sottovalutare. A questa interrogazione consiliare l'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Giuseppe Isabellon, ha risposto: “ l’indirizzo che si intende seguire è quello di accorpare rispettivamente le stazioni di Pontboset e Pont-Saint-Martin, utilizzando come base logistica Pont-Saint-Martin, e le stazioni di Pré-Saint-Didier e Morgex, con l'utilizzo della stazione di Pré-Saint-Didier'. Per quanto riguarda il personale, l'Assessore in Consiglio è stato molto vago. Secondo quanto anticipato anche dalla stampa, nelle intenzioni della Giunta, la riorganizzazione comporterebbe una riduzione di personale di sei unità, ossia di un ispettore e quattro agenti nella stazione di Pré-Saint-Didier e di un agente nella stazione di Pont-Saint-Martin. Non si possono non condividere, a questo proposito, le preoccupazioni espresse dalle amministrazioni comunali interessate che manifestano preoccupazione per la soppressione di un presidio importante per la sicurezza. Nel caso dell'altra valle si verrebbe a creare una condotta forestale estremamente ampia (la più grande della Valle d'Aosta) alla quale corrisponderebbe una diminuzione di ben cinque addetti rispetto all'attuale dotazione, in un territorio tra i più turistici delle Alpi, con una popolazione che triplica in certi periodi e che subisce pressioni speculative inevitabilmente superiori ad altre zone. |
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